Su Google Ads non esiste un prezzo fisso e non c’è una spesa minima. Paghi solo quando qualcuno clicca sul tuo annuncio e sei tu a decidere quanto spendere ogni giorno.

Il costo reale dipende dal tuo settore, dalla concorrenza e da come imposti la campagna. In questa guida ti spiego come funziona, cosa fa salire o scendere il prezzo e come partire senza sprecare budget.

In breve

  • Paghi per clic: nelle campagne sulla rete di Ricerca il costo scatta solo quando qualcuno clicca.
  • Il budget lo decidi tu: imposti una cifra media al giorno e puoi cambiarla quando vuoi.
  • Il prezzo di un clic non è uguale per tutti: dipende da settore, concorrenza e qualità dell’annuncio.
  • Per non sprecare soldi servono parole chiave mirate, una buona pagina di destinazione e la misurazione dei risultati.

Come funziona il costo di Google Ads

Google Ads funziona con un sistema chiamato pay per click, cioè «paghi per clic». Nelle campagne sulla rete di Ricerca il tuo annuncio compare quando una persona cerca su Google una parola chiave che hai scelto. Se clicca, paghi. Se non clicca, non paghi.

Attenzione a un dettaglio: il clic viene conteggiato anche se la persona chiude la pagina subito dopo. Per questo è importante mostrare l’annuncio solo a chi ha davvero bisogno di quello che offri.

L’asta: non vince solo chi offre di più

Ogni volta che qualcuno fa una ricerca, Google organizza un’asta tra tutti gli inserzionisti che vogliono comparire per quella parola chiave. Conta quanto sei disposto a pagare, ma conta anche la qualità del tuo annuncio. Un annuncio pertinente e una buona pagina di destinazione possono farti comparire più in alto pagando meno di un concorrente.

Il budget giornaliero

Per ogni campagna imposti un budget medio giornaliero. In alcuni giorni Google può spendere qualcosa in più, se ci sono più ricerche utili, ma nell’arco del mese non supera il tuo budget giornaliero moltiplicato per 30,4, cioè il numero medio di giorni in un mese. Puoi approfondire nella guida ufficiale di Google Ads sul budget.

Da cosa dipende il costo per clic

Il costo per clic, o CPC, cambia molto da un’attività all’altra. Ecco i fattori principali:

  1. Il settore e la concorrenza. Dove tante aziende vogliono comparire per le stesse ricerche, come assicurazioni o servizi legali, i clic costano di più.
  2. Il punteggio di qualità. Google valuta quanto l’annuncio è pertinente rispetto alla ricerca, quanto è probabile che venga cliccato e quanto è utile la pagina di destinazione. Più è alto, meno paghi.
  3. La zona e gli orari. Puoi mostrare gli annunci solo in una città o in una provincia, e solo nei giorni e negli orari che scegli.
  4. Il tipo di campagna. Una campagna sulla rete di Ricerca intercetta chi sta già cercando. Una campagna Display mostra banner sui siti e serve soprattutto a farsi conoscere.
  5. La pagina di destinazione. Se la pagina è lenta o non risponde a quello che la persona cerca, paghi clic che non diventano clienti.

Quanto budget serve per iniziare?

Non esiste una cifra giusta per tutti. Il modo più semplice per stimarla è ragionare al contrario: partire da quanti contatti ti servono ogni mese.

Facciamo un esempio con numeri inventati. Se un clic nel tuo settore costa in media 1,50 € e una persona su 20 ti contatta, ogni contatto ti costa circa 30 €. Se vuoi 10 contatti al mese, ti serve un budget di circa 300 € al mese.

I costi per clic reali della tua zona si possono stimare con lo Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads. Le prime settimane servono soprattutto a raccogliere dati: dopo puoi ottimizzare e spendere meglio.

5 consigli per non sprecare budget

  1. Scegli parole chiave mirate e aggiungi le parole chiave negative, cioè le ricerche per cui non vuoi comparire. Per esempio «gratis», «corso» o «lavoro», se non sono pertinenti.
  2. Mostra gli annunci solo dove lavori. Se servi clienti a Treviso, non ha senso pagare clic da tutta Italia.
  3. Scegli giorni e orari. Per esempio, solo quando qualcuno può rispondere al telefono.
  4. Collega una pagina chiara, che risponda subito alla domanda della persona e dica cosa fare dopo.
  5. Misura i risultati. Con Google Analytics 4 e il monitoraggio delle conversioni sai quali campagne portano davvero contatti e vendite.

Meglio fare da sé o affidarsi a un consulente?

Puoi gestire Google Ads anche da solo: la piattaforma è aperta a tutti. Il rischio è spendere il budget in clic poco utili mentre impari. Un consulente imposta la campagna, la controlla ogni settimana e ti spiega i risultati in modo semplice.

Tieni presente che il compenso del consulente è separato dal budget pubblicitario, che paghi direttamente a Google.

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